giovedì 8 agosto 2013

In sala parto sempre più tardi «Il sorpasso delle quarantenni»

Leggevo questo articolo e i commenti sottostanti.
In sala parto sempre più tardi «Il sorpasso delle quarantenni»

Pensavo a me, a noi, com'è andata? Ci siamo conosciuti a 29 anni, siamo stati insieme per quattro anni, poi siamo andati a vivere insieme per due anni e poi ci siamo sposati due anni fa. Totale 8 anni.
Quando ci siamo conosciuti avevo un lavoro precario, guadagnavo poco, vivevo in casa con studentesse e dividevo la camera con mia sorella. Lui studiava, senza nemmeno troppa convinzione, pestifero!
Abbiamo fatto insieme il percorso da ragazzi ad adulti, io ho consolidato il mio lavoro, abbiamo preso una casa in affitto solo per noi, lui si è messo a studiare di buona lena e si è laureato. Di figli si parlava in modo generico, mai seriamente, e anche nel mio intimo, non ci pensavo. Certo che li avrei voluti, ci avremmo pensato a tempo debito!
Ma qual'è il tempo debito?
Poi siamo andati a vivere insieme; avevamo vissuto molti momenti di quotidianità nel corso dei quattro anni precedenti, ma un'altra cosa è condividere l'idea di "casa mia", ci è voluto un pò per assestarci, appianare attriti, plasmarci per stare comodi, insieme nella "nostra" casa. E' più o meno a questo punto che ho cominciato a parlare di figli, del fatto che non volevo che facessimo passare del tempo così, sprecandolo, che volevo una famiglia, con lui, con il mio Re. Lui inizialmente era spaventato, reagiva male, era un altro gradino di responsabilità, di crescita, di decisioni importanti. Poi piano piano si è ammorbidito, mi ascoltava.
Finchè un giorno mi ha chiesto di sposarlo, con un bellissimo anello: perchè il mio Re la vede così, per essere una famiglia ed avere dei figli bisogna fare tutti i passi necessari! Non potevo essere più felice, ci siamo sposati dopo quattro mesi.
E dopo il viaggio di nozze abbiamo cominciato con le analisi di rito, con calma, mica c'è fretta!
E poi dopo un anno e mezzo eccoci qua, sempre (solo) in due.

Perchè ho fatto questo excursus?
Perchè mi chiedevo perchè non abbiamo cercato di avere figli prima dei 35 anni.
In coscienza non mi pare di averlo fatto per egoismo: non ho sacrificato nulla per la carriera, men che meno la ricerca di un figlio. Certo, la ricerca di un minimo di stabilità era importante, ma non un limite invalicabile, non ci siamo detti "dai aspettiamo il contratto fisso e poi lo facciamo" e se fosse arrivato non programmato saremmo stati felicissimi di accoglierlo. Il nostro è stato un percorso, una crescita graduale e lo stesso desiderio di un figlio si è concretizzato nel tempo. E dico "concretizzato" perchè mi è capitato spesso da ragazza di pensare ad un ipotetico figlio e lo avrei voluto anche presto eh, ma era un pensiero...come dire...generico. Voglio dire, non sono mai stata impaziente di avere figli ma nemmeno ho evitato come la peste di averne, il desiderio "concreto" è venuto con il tempo, in maniera...naturale!

Avrei dovuto pensarci prima? Intendo, se avrò una figlia o - meno ambiziosamente - una nipote, le dovrò spiegare che nonostante la spensieratezza della sua età deve essere consapevole che rimanere incinta dopo una certa età è potenzialmente più faticoso?
Questo articolo dice di no. Che l'infertilità prescinde dall'età. Purtroppo credo sia un articolo poco corretto e insufficiente, credo sia un dato scientifico importante la maggiore percentuale di problemi di salute per il feto e per la mamma con l'avanzare dell'età.
Ma non è questo il punto.
Il punto è: avrei dovuto essere più consapevole di come stavano le cose o non sarebbe cambiato nulla?
Non avrò mai una risposta!!





3 commenti:

  1. Ho letto l'articolo e mi ha un pò spiazzata.....ma ho anche avuto l'impressione che forse c'è un fondo di verità, perchè effettivamente se c'è un problema oggettivo di infertilità c'è sia a 30 che a 40. Le domande che ti poni su di te sono legittime, ma io credo che la vita che facciamo ci porta su strade obbligate. La maggior parte dei miei amici trentenni ha fatto l'università, non ha un lavoro fisso, divide la casa con altre persone, e a fare un figlio non ci pensa proprio, perchè non ci sono proprio le condizioni. Al contrario la maggior parte degli amici di Carl, sempre trentennni che però non hanno studiato e lavorano da quando hanno 18 anni, sono già sistemati e molti hanno già uno o due pargoli. Ma nessuna delle due condizioni è giusta o sbagliata. Ogni vita ha il suo percorso...Non credo che dovresti rimproverarti niente, il vostro percorso vi ha portato a maturare e a essere pronti ora per avere un figlio, quindi era la strada giusta per voi. Un abbraccio forte!!!!

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    1. Si, forse è così...e poi ormai il passato e passato, non ci si può ripensare..no?
      Un abbraccio.

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  2. Cavolo...sono capitata per caso sul tuo blog..e sembra esattamente la nostra storia in tempistiche, dettagli, sfortune..forza e coraggio a noi attempatelle che si sentono in colpa e vorrebbero tornare indietro almeno di un anno nella ricerca:-)

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