martedì 11 giugno 2013

Sull'essere mamma (ipoteticamente)

Stamattina questo post mi ha fatto riflettere.
Un giorno passeggiavo con la mia amica mamma di due pupi e le ho detto: "mah, non capisco proprio questi genitori che portano ancora i bimbi grandicelli nel passeggino..." E lei mi ha candidamente risposto: "beh sai, soprattutto in viaggio dopo un pò si stancano..." Si trattava infatti di quei passeggini essenziali, da viaggio appunto.
Mi sono sentita una cretina.
E mi sono resa conto di avere un grande limite: non sono mamma. Non c'è niente da fare, finchè non ti ci trovi nelle situazioni, non puoi capire a fondo. E dire che lo dovrei sapere, io sono la prima a rendermi conto che nessuno capisce la mia condizione di nonriescoarimanereincinta se non chi ci sta passando o chi ci è passato.
Certo, a guardare il mondo intorno a noi certe volte ti viene da dire: si vabbè però...
Io vengo da una famiglia normale, umile, ci ha cresciute mia mamma, insegnante di scuola media. Tanti sacrifici, tante rinunce ma sono venuta su serena e solare. La mia infanzia me la ricordo con i miei cugini, a giocare sotto casa, al mare, o in campagna. E crescendo, adolescenza e giovinezza erano simili, la compagnia di amici, mare, studio. Solo quando ho cominciato a lavorare e poi con l'Erasmus e varie borse di studio ho cominciato a girare l'Europa, l'Italia, a viaggiare ad essere autonoma a scoprire un mondo, anzi tanti mondi! E' stato graduale, un percorso. Mi ricordo ancora il mio primo concerto (Lorenzo! <3) avrò avuto 22 anni credo.

Tutto questo per dire che sono d'accordo con Mara, non credo che i bambini abbiano bisogno di iper attività, di impegni, di tecnologia, di essere impegnati a tutti i costi! Certo, vivono un'era diversa dalla nostra e questo va considerato, però probabilmente bisogna tarare meglio il loro tempo libero, hanno bisogno di condivisione con mamma e papà, e credo abbiano anche bisogno di annoiarsi, di scoprire da soli la fantasia di inventare giochi nuovi.
Mi rendo conto però che ci sono persone che hanno difficoltà serie, anche solo a passare del tempo con i loro figli. Soprattutto nelle grandi città è un fatto: quando chiudono le scuole bisogna organizzare il tempo dei bambini mentre i genitori lavorano. Io penso a me, se ce lo avessi, un figlio : normalmente esco di casa alle 7.30 e rientro alle 18.00, se non avessi la mia santa suocera (la mia famiglia vive lontano) dovrei spendere una caterva di soldi in centri estivi e/o baby sitter (e sinceramente non so nemmeno quantificare cosa significherebbe e se potrei farlo!) o me lo dovrei portare appresso!

D'altro canto è vero anche che c'è un sacco di egoismo in giro...di menefreghismo e superficialità...ho menzionato a Mara il caso di una mia collega: lei abita in un paesino fuori Roma, lontano dal posto di lavoro, dalla suocera e dalla mamma, perchè lì ha trovato casa ad un prezzo minore. Ok, sono scelte. Poi ha pensato, concepito e partorito un bimbo e ora che sta per rientrare a lavoro si sta disperando perchè non sa come fare, a chi lasciarlo mentre lei è in ufficio.
Dico io, ma sei cretina?? Hai avuto un anno e mezzo per pensarci e trovare una soluzione!! Allora, io sarò patologica perchè sono iper organizzata, ma io penso che dal momento in cui il test di gravidanza è positivo hai delle RESPONSABILITA' che non puoi delegare e che devi assolutamente assumerti.

Invece sembra che la nostra era sia caratterizzata dal non volere assolutamente responsabilità: è sempre colpa dell'altro, del politico, dell'altra fazione, della società, della crisi globale, del datore di lavoro, dell'insegnante, dei social network, delle multinazionali, di Dio!! Sempre e comunque colpa di qualcun altro!!

Che post sconclusionato!! E' che i pensieri mi vengono ad ondate, così, scomposti. Poi guardo il calendario e vedo che la prossima ovulazione coincide con lo spermiogramma di controllo del maritino (anticipata da 4gg di astinenza forzata) e mi dico: abbella, manco 'sto mese ci azzeccate, lascia perdere....
Ma allora vaff.....


10 commenti:

  1. Il fatto è che mi piacerebbe essere incasinata come loro, essere piena di impegni e sempre di corsa per accompagnarlo da qualche parte, andarlo a prendere, portarlo dall'amichetto, fargli fare anche una semplice passeggiata al parco, comprargli un gelato, stare e vivere insieme a lui, anziché tornare a casa e preparare la cena solo per due.
    E il tuo post non è affatto banale :)
    mi spiace solo per l'ovetto, che spero esca in ritardo.

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    1. Anche a me piacerebbe. Vediamo come va....!

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  2. Io quando ho deciso di riprovarci con la PMA ho mollato il lavoro. Lo so è da pazzi, soprattutto in un periodo come questo, ma ho deciso di dedicare anima e corpo a questa ricerca con la speranza che vada bene e io possa poi dedicare tutto il mio tempo a mio figlio. E' questo che desidero per me e per lui.
    Un abbraccio e non è un post sconclusionato.

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    1. Cara...ti capisco...ma non dimenticarti mai di volerti bene..purtroppo dobbiamo considerare un piano B, non credi?
      Ti abbraccio anche io.

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  3. Come ho scritto anche a Mara non so come farei ad organizzarmi io...anche io esco alle 07.30 e torno alle 18.30...però sinceramente la cosa non mi spaventa....penso che se ce la farò a diventare mamma, allora metterò al primo posto mio figlio, come fanno tutte le mamme, e forse cercherei di passare più tempo possibile insieme eliminando tutto ciò che è superfluo....e capisco anche la nostra amica Apprendista, che ha scelto di lasciare il lavoro...se potessi credo che lo farei anch'io, mi sembrerebbe un sogno dover pensare, almeno per un pò, solo alla mia famiglia....ma queste sono tutte ipotesi...quando ci si trova poi è tutto diverso...quanto vorrei trovarmici per vedere come va!!!!! :)

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    1. Ellie, è proprio quello che volevo dire! Le difficoltà ci sono e ci saranno ma l'importante è organizzarsi e dedicarsi con amore!

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  4. Per un paio di anni ho rimandato "la ricerca figlio" aspettando che tempi e ritmi si assestassero...E invece era sempre peggio, così mi sono detta provaci e quando succederà qualcosa dovrà cambiare per forza e rallenteremo...Intanto pero' dovrebbe arrivare!!
    Io sono dell'idea che i bambini soprattutto quando sono piccoli hanno bisogno di giocare e non avere impegni come i genitori, ma è anche vero che dai bambini che vedo sono mooolto piu' svegli di noi quando eravamo piccoli! io a 10 anni giocavo ancora con le barbie, e se mi capitasse anche oggi ci giocherei...adesso crescono in fretta e con tutto elettronico,,,

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    1. Io mi impressiono quando vedo i figli dei miei amici, di due o tre anni, che smanettano con gli smartphone....è allucinante!!

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  5. io quella di accudire mio figlio è una "responsabilità" che mi prenderei volentieri.
    Okkey il alvoro ma ci sono altre cose molto più importanti.

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    1. Il problema è che pare che evitare le responsabilità sia diventato uno sport molto praticato! E spesso i bambini non sono esclusi da questo ragionamento. Mah....

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